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29 gennaio 2021 Caffè #7 | Storytelling in azienda: condividere storie per lavorare meglio
I caffè di Eleva

Caffè #7 | Storytelling in azienda: condividere storie per lavorare meglio

I nostri caffè sono conversazioni brevi e informali. Quindici minuti, un paio di volte al mese, per esplorare nuovi e diversi punti di vista, guardare cosa c’è “fuori” e farci ispirare. Le dirette sono alle 11 di mattina su LinkedIn: puoi seguire la nostra pagina per tutti i nuovi appuntamenti.

 

Abbiamo preso un caffè con Davide Ferraris, libraio della libreria Therese di Torino, formatore e Storyteller.

Con lui abbiamo parlato di come condividere storie aiuti a costruire relazioni e a sviluppare senso di appartenenza ed engagement in azienda.

Qui sotto riportiamo un breve riassunto della conversazione. Se preferisci, puoi preparare un caffè e passare alcuni minuti con noi, riguardando il video

 

LO STORYTELLING: STORIE, RELAZIONI, CONDIVISIONE

Il termine storytelling è molto usato – e spesso abusato – in molti diversi campi, dalla comunicazione alla politica, al marketing, e a tanti ambiti del mondo aziendale. Ma cosa significa davvero storytelling? E perché il tema è così sentito? 

La Treccani ne dà una definizione interessante: lo storytelling è l’arte di raccontare una storia affinché questa possa essere a sua volta ri-raccontata: quindi un racconto che non solo ha la forza di arrivare a un pubblico, ma che ha in sé gli elementi per diffondersi.

L’aspetto centrale è la relazione, senza cui non esiste storytelling: raccontando le persone “condividono” nel senso originario di “dividere qualcosa con qualcuno”.

Una storia richiede quindi sempre una relazione, e di conseguenza non può mai essere controllata fino in fondo: nel momento in cui viene raccontata non è più solo nostra, ma diventa anche “dell’altro”, che la accoglie, interpreta e ri-diffonde secondo le lenti della propria soggettività e del proprio vissuto. 

 

LE STORIE CREANO IDENTITÀ E SENSO DI APPARTENENZA

L’uomo nasce raccontando storie
. Come racconta Yuval Noah Harari in Sapiens. Da animali a dei, la capacità di raccontare storie è il principale tratto distintivo dell’uomo. Le civiltà nascono dalla condivisione di storie: semplici inizialmente, simili a pettegolezzi, si sono poi evolute in miti, storie fondative, grazie alle quali più persone possono riconoscersi negli stessi valori.

Le storie ci permettono di identificarci, di riconoscerci in dei valori comuni, di condividere pezzi del nostro mondo interiore e di attribuire senso alla realtà, ed è per questo che creano comunità, engagement, senso di appartenenza.

Perciò lo storytelling è fondamentale in azienda: condividere storie per sentirsi parte di un’identità collettiva e per costruire una cultura davvero condivisa.

 

LA DISTANZA PUÒ AIUTARE LA CONDIVISIONE

Se lo storytelling richiede relazione e condivisione, come fare a meno del corpo, della presenza di quell’identità collettiva e contestuale al centro del classico modo di raccontare in presenza?

La mediazione della tecnologia rappresenta sicuramente un limite e può spaventare. Ma le nuove opportunità sono molte, non solo nel numero di persone che possiamo raggiungere.

Se la relazione in presenza è più forte e potente, non per questo perde di significato con la distanza. Al contrario, spesso le persone a distanza si sentono più protette, schermate… e più facilmente condividono qualcosa di sé. Aprire spazi alla condivisione di storie può portare a ri-scoprire i colleghi nella loro individualità, e vederli come simili a sé: lo storytelling è un modo potentissimo per potersi conoscere e sviluppare relazioni.

I Ted Talks sono una grande dimostrazione del valore dello storytelling, anche a distanza: la possibilità di entrare in contatto con sguardi completamente nuovi e diversi sul mondo, in cui ognuno può scoprire qualcosa di sé.

 

COSA POSSONO FARE QUINDI LE AZIENDE?

Aprire spazi allo storytelling può aiutare a creare senso di appartenenza, comunità, engagement e permettere alle persone di riconoscersi in valori comuni

Avere un sistema strutturato può essere una soluzione, ma senza dimenticare che l’obiettivo non può essere dato o stabilito a priori: non seguire la strada verso una destinazione fissata, ma “per la stessa ragione del viaggio viaggiare” – e riconoscersi negli altri.
 

 

Se vuoi raccontarci la tua esperienza, approfondire i temi dell’intervista o suggerirci nuove conversazioni, scrivici a pausa.caffe@zetaservice.com


Puoi riguardare tutta la conversazione con Davide Ferraris qui sotto. Buon caffè!